

Protesi d’anca navigata a Lugano: quando esperienza chirurgica e tecnologia lavorano insieme
Quando un paziente arriva alla decisione di affrontare una protesi d’anca, le domande sono spesso molto concrete.
La nuova articolazione sarà stabile? La lunghezza delle gambe sarà equilibrata? La protesi sarà posizionata correttamente? Quanto conta la tecnologia utilizzata durante l’intervento e quanto, invece, dipende dall’esperienza del chirurgo?
Negli ultimi anni la chirurgia protesica dell’anca ha introdotto strumenti sempre più avanzati per aiutare lo specialista a misurare e controllare alcuni parametri durante l’operazione.
La navigazione computer-assistita rappresenta una di queste evoluzioni.
Presso Logmedica, il Dr. med. Simone Verzellotti, specialista FMH in Ortopedia e Traumatologia con particolare esperienza nella chirurgia protesica e di revisione dell’anca, integra queste informazioni tecnologiche all’interno di un principio che rimane centrale: la macchina può misurare, ma è il chirurgo a interpretare, decidere e operare.
Ed è proprio questo rapporto tra esperienza e tecnologia a rendere interessante la protesi d’anca navigata.
Non è il robot a operare il paziente
Quando si sente parlare di sistemi digitali in sala operatoria, può nascere facilmente l’impressione che una macchina esegua automaticamente una parte importante dell’intervento.
Nel caso di CORI con RI.HIP NAVIGATION, utilizzato nella chirurgia dell’anca, il concetto è diverso.
Il sistema funziona come una navigazione computer-assistita.
Attraverso riferimenti ottici e dati acquisiti durante l’intervento, può aiutare il chirurgo a conoscere con maggiore precisione la posizione del bacino e delle componenti protesiche.
Non esiste però un braccio robotico che decide dove fresare l’osso o che posiziona autonomamente la protesi.
Il chirurgo continua a eseguire direttamente la preparazione dell’acetabolo, la scelta delle componenti, le prove di stabilità e l’impianto definitivo.
La navigazione aggiunge qualcosa di differente: misurazioni quantitative in tempo reale.
È un po’ come utilizzare un sistema GPS molto sofisticato. Il navigatore può mostrare con precisione dove ci si trova e quale direzione si sta seguendo, ma rimane il conducente a guidare.
Perché l’esperienza del chirurgo conta ancora di più quando aumentano i dati
Potrebbe sembrare paradossale, ma avere più tecnologia non rende meno importante l’esperienza.
Può renderla ancora più importante.
Durante una protesi navigata il chirurgo può visualizzare numeri relativi all’inclinazione della componente acetabolare, alla sua anteversione, alla lunghezza dell’arto e all’offset.
Ma un numero non è automaticamente una decisione.
Un determinato valore può essere appropriato in un paziente e meno indicato in un altro.
Il chirurgo deve infatti interpretarlo considerando contemporaneamente:
- anatomia del bacino;
- forma del femore;
- qualità dell’osso;
- tensione dei tessuti;
- stabilità dell’articolazione;
- mobilità del bacino e della colonna;
- caratteristiche fisiche e funzionali della persona.
La tecnologia aumenta quindi la quantità di informazioni disponibili, mentre l’esperienza permette di trasformare quei dati in una scelta chirurgica coerente.
È uno degli aspetti che caratterizzano l’attività del Dr. Simone Verzellotti, che si occupa non soltanto di protesica primaria dell’anca, ma anche di chirurgia di revisione e casi più complessi, nei quali le condizioni anatomiche possono essere molto differenti da quelle di una prima protesi.
La lunghezza delle gambe: una delle preoccupazioni più comuni
Una domanda molto frequente prima dell’intervento riguarda la possibilità di percepire una gamba più lunga o più corta dopo la protesi.
Durante l’intervento il chirurgo deve ricostruire un equilibrio tra diversi fattori.
La lunghezza dell’arto è importante, ma non è l’unico parametro.
Occorre contemporaneamente ottenere una buona stabilità, mantenere un’adeguata tensione dei tessuti e ricostruire correttamente la geometria dell’articolazione.
La navigazione consente di effettuare misurazioni intraoperatorie della variazione di lunghezza e dell’offset, fornendo quindi al chirurgo un controllo quantitativo aggiuntivo.
Questo non significa promettere una simmetria assoluta al millimetro.
In alcune situazioni anatomiche una differenza minima può essere necessaria proprio per ottenere un’articolazione più stabile.
Il vantaggio è poter prendere questa decisione disponendo di più informazioni rispetto alla sola valutazione visiva o manuale.
Gli studi sulla navigazione imageless mostrano, in media, una discrepanza di lunghezza leggermente inferiore rispetto alla tecnica convenzionale, pur senza dimostrare che la tecnologia elimini completamente il problema in ogni paziente.
Il posizionamento della componente acetabolare dipende anche da come si muove il bacino
La componente acetabolare, cioè la parte della protesi inserita nel bacino, deve essere orientata con attenzione.
Per molti anni si è ragionato soprattutto attraverso intervalli considerati generalmente favorevoli di inclinazione e anteversione.
Oggi l’approccio è più articolato.
Il bacino non rimane immobile durante la giornata.
Quando una persona passa dalla posizione eretta a quella seduta, cambia la sua inclinazione. La colonna lombare partecipa a questo movimento e modifica quindi l’orientamento funzionale dell’acetabolo.
Una persona con una colonna molto mobile può avere una biomeccanica differente rispetto a chi presenta una forte rigidità lombare o una precedente fusione vertebrale.
Per questo la moderna chirurgia dell’anca parla sempre più di relazione anca–bacino–colonna e di pianificazione personalizzata.
Non conta soltanto posizionare la componente acetabolare “nel posto giusto”.
Conta capire quale possa essere il posto giusto per quella specifica persona.
Il concetto di functional safe zone nasce proprio da questa evoluzione: l’orientamento ottimale delle componenti non dovrebbe essere interpretato esclusivamente attraverso una soglia identica per tutti, ma anche considerando il comportamento funzionale del bacino.
Cosa cambia concretamente per il paziente
Dal punto di vista del paziente, la tecnologia ha senso soltanto se viene tradotta in decisioni utili.
La possibilità di misurare meglio può aiutare il chirurgo a controllare:
- posizione della componente acetabolare;
- variazione della lunghezza dell’arto;
- offset dell’anca;
- orientamento del bacino;
- corrispondenza tra ciò che era stato pianificato e ciò che si osserva durante l’intervento.
Questi dati possono essere particolarmente utili quando l’anatomia non è perfettamente standard o quando è necessario scegliere tra differenti possibilità durante la procedura.
Ma la precisione tecnica non deve essere trasformata in una promessa eccessiva.
Le revisioni scientifiche disponibili mostrano infatti che la navigazione può migliorare la precisione nel posizionamento della componente acetabolare rispetto alla tecnica freehand. Rimane però meno chiaro quanto questa maggiore precisione produca automaticamente, in ogni paziente, un miglioramento clinico percepibile o una riduzione delle revisioni a lungo termine.
Il valore corretto della tecnologia sta quindi nel ridurre l’incertezza e aumentare il controllo, non nel promettere risultati perfetti.
Protesi primaria e chirurgia di revisione: perché l’esperienza cambia il modo di leggere i dati
L’esperienza nella chirurgia dell’anca diventa particolarmente importante nei casi complessi.
Una prima protesi in un paziente con anatomia regolare rappresenta uno scenario molto diverso da una revisione dopo un precedente impianto, da una deformità importante o da una situazione con perdita di patrimonio osseo.
In questi casi non basta conoscere il valore ideale mostrato da un software.
Bisogna capire quanto quel valore sia raggiungibile e appropriato in quell’anatomia.
La pratica del Dr. Simone Verzellotti nella chirurgia protesica primaria e di revisione permette di inserire gli strumenti di navigazione all’interno di un’esperienza più ampia nella gestione dell’anca.
Il dato digitale non sostituisce quindi il gesto.
Lo completa.
Via anteriore e approccio mini-invasivo
Un altro ambito nel quale il Dr. Verzellotti ha sviluppato particolare esperienza è la chirurgia mini-invasiva dell’anca per via anteriore.
Anche qui è importante evitare semplificazioni.
Non esiste un accesso chirurgico universalmente migliore per ogni persona.
La scelta dipende da anatomia, tipo di intervento, precedenti chirurgie e caratteristiche del paziente.
La navigazione può essere integrata in differenti workflow operatori e accompagnare il chirurgo senza modificare il principio fondamentale della tecnica scelta.
Questo significa che il paziente non viene adattato alla tecnologia.
È la tecnologia che deve essere inserita nel percorso chirurgico ritenuto più appropriato.
La tecnologia viene dopo l’indicazione
Prima di parlare di navigazione, accesso anteriore o modelli protesici, viene sempre una domanda più importante:
il paziente ha realmente bisogno di una protesi d’anca?
La decisione nasce dal rapporto tra dolore, limitazione nelle attività quotidiane, radiografie, risposta alle cure conservative e qualità di vita.
La tecnologia non rende necessaria una protesi che prima non lo era.
Entra in gioco soltanto dopo che l’indicazione chirurgica è stata definita.
È questo il punto che permette di mantenere il paziente al centro del percorso.
Non partire dalla macchina disponibile, ma dalla condizione da trattare.
Protesi d’anca a Lugano e Bellinzona con il Dr. Simone Verzellotti
Presso Logmedica, nelle sedi di Lugano e Bellinzona, il Dr. med. Simone Verzellotti si occupa della valutazione delle patologie dell’anca, della chirurgia protesica primaria e della revisione di impianti precedenti.
La navigazione computer-assistita rappresenta uno degli strumenti che possono essere integrati nel percorso quando indicati.
Il suo valore non consiste nel sostituire l’esperienza operatoria, ma nel fornire misurazioni aggiuntive che il chirurgo può utilizzare per rendere alcune decisioni più controllabili e personalizzate.
È probabilmente questo il modo più corretto di leggere l’evoluzione della chirurgia protesica dell’anca.
Non una contrapposizione tra uomo e tecnologia.
Ma una collaborazione nella quale la tecnologia misura e l’esperienza decide.
FAQ
1. Chi è il Dr. Simone Verzellotti?
È specialista FMH in Ortopedia e Traumatologia e si occupa in particolare di chirurgia protesica dell’anca, chirurgia di revisione e tecniche mini-invasive.
2. La protesi d’anca navigata viene eseguita da un robot?
No. Nell’anca RI.HIP è un sistema di navigazione computer-assistita. Il chirurgo continua a eseguire direttamente preparazione e impianto delle componenti.
3. Cosa misura la navigazione?
Può fornire informazioni sull’orientamento della componente acetabolare, sull’inclinazione del bacino, sulla variazione della lunghezza dell’arto e sull’offset.
4. Perché è importante l’esperienza del chirurgo?
Perché i dati forniti dalla tecnologia devono essere interpretati alla luce dell’anatomia, della stabilità, della qualità dell’osso e delle caratteristiche del singolo paziente.
5. La navigazione può aiutare a controllare la lunghezza delle gambe?
Può offrire misurazioni intraoperatorie aggiuntive utili al chirurgo, ma non può garantire una perfetta simmetria in ogni situazione.
6. Una protesi navigata è sempre migliore di una tradizionale?
Non necessariamente. La navigazione può migliorare precisione e controllo di alcuni parametri, mentre il risultato clinico dipende anche da indicazione, tecnica, esperienza e riabilitazione.
7. Perché si considera anche la colonna vertebrale?
Perché la posizione del bacino cambia tra posizione eretta e seduta e questo può modificare l’orientamento funzionale della protesi.
8. Il Dr. Verzellotti si occupa anche di revisioni protesiche?
Sì. La chirurgia di revisione dell’anca rappresenta uno degli ambiti della sua attività specialistica.
9. Utilizza anche tecniche mini-invasive?
Il Dr. Verzellotti si occupa anche di chirurgia mini-invasiva dell’anca per via anteriore, quando ritenuta appropriata per il singolo caso.
10. Dove è possibile effettuare una valutazione?
Le valutazioni delle patologie dell’anca con il Dr. Simone Verzellotti sono disponibili nell’ambito Logmedica nelle sedi di Lugano e Bellinzona.
Approfondimento sul Corriere del Ticino
Il tema della protesi d’anca navigata e del ruolo della tecnologia a supporto del chirurgo è stato approfondito anche in un redazionale pubblicato sul Corriere del Ticino.
















