

Innovazione nella Chirurgia del Femore: la Tecnica Xander sviluppata da Logmedica
Un importante contributo scientifico firmato dal Dr. Simone Verzellotti e dal PD Dr. med. Marco Delcogliano di Logmedica è stato recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista Orthopaedics & Traumatology: Surgery & Research. Lo studio presenta un’evoluzione significativa nel trattamento delle fratture pertrocanteriche instabili del femore, una delle lesioni più frequenti e complesse soprattutto nella popolazione anziana.
La nuova procedura, chiamata “Xander’s Technique”, introduce un metodo innovativo per stabilizzare il frammento del grande trocantere ed il collo femorale prima dell’inserimento del chiodo endomidollare, migliorando così la sicurezza e la precisione dell’intervento.


Una sfida clinica globale
Le fratture prossimali del femore (PFF) rappresentano oggi un’emergenza sanitaria mondiale, con oltre 10 milioni di casi ogni anno. Si tratta di traumi che colpiscono in particolare i pazienti anziani, con conseguenze spesso severe in termini di mobilità, autonomia e qualità della vita.
Tra queste, le fratture pertrocanteriche instabili (classificate come Kyle 3–4 o AO/OTA 31.A2) sono tra le più difficili da trattare: la separazione del frammento del grande trocantere rende instabile l’intera articolazione e può compromettere la corretta fissazione chirurgica.
La difficoltà principale risiede nell’ottenimento della corretta riduzione prima dell’inserimento del chiodo endomidollare (CMN), un impianto che rappresenta lo standard terapeutico per questo tipo di frattura. Quando il frammento trocanterico è instabile, il rischio di dislocazione intraoperatoria o di una riduzione imperfetta della frattura aumenta notevolmente.
La soluzione: stabilizzare prima per fissare meglio
La tecnica proposta dal Dr. Verzellotti nasce proprio per affrontare questa criticità. L’obiettivo è trasformare una frattura instabile in una frattura stabile, semplificando la procedura chirurgica e rendendola più sicura e riproducibile.
La Xander’s Technique prevede l’inserimento di due fili di Kirschner in posizioni strategiche per bloccare temporaneamente il frammento del grande trocantere e del collo femorale, evitando che si muova durante le manovre successive. Questa stabilizzazione preventiva consente al chirurgo di inserire il chiodo endomidollare con maggiore controllo e precisione, mantenendo l’allineamento corretto dell’osso.
Vantaggi clinici comprovati
Lo studio, condotto su 34 pazienti con fratture instabili trattate secondo questa procedura, ha mostrato risultati eccellenti:
- Consolidazione ossea completa in tutti i casi, entro un anno dall’intervento.
- Assenza di complicanze chirurgiche o casi di pseudoartrosi, malunione o perdita di riduzione.
- Recupero funzionale completo e ritorno alle attività quotidiane nella quasi totalità dei pazienti.
Dal punto di vista tecnico, la procedura consente anche ai chirurghi meno esperti di ottenere risultati prevedibili, rendendola uno strumento utile anche nella formazione e nella pratica clinica quotidiana.




Una tecnica semplice, ma efficace
La forza della Xander’s Technique risiede nella sua semplicità.
Rispetto ad approcci più invasivi (come la riduzione a cielo aperto o la cerchiatura metallica), il metodo è minimamente invasivo, riduce il rischio di danneggiare i tessuti molli e mantiene intatta la vascolarizzazione ossea, essendo una tecnica percutanea.
Inoltre, non interferisce con l’impianto del chiodo endomidollare e può essere facilmente adattata a diversi tipi di dispositivi (come il Gamma3® Nail).
Secondo i risultati pubblicati, questa tecnica riduce il rischio di errore durante il posizionamento della guida del chiodo, migliora la qualità della riduzione e aumenta la stabilità complessiva della frattura.
Un passo avanti nella gestione del paziente anziano
Le fratture pertrocanteriche si verificano prevalentemente in pazienti anziani, spesso con fragilità ossea o osteoporosi. Per questo motivo, una fissazione stabile e un recupero rapido sono essenziali.
La Xander’s Technique consente una riduzione stabile, favorendo una riabilitazione immediata e riducendo i rischi post-operatori.
Si tratta di un vantaggio enorme per questa categoria di pazienti, per i quali la tempestività nel recupero è strettamente legata alla sopravvivenza e alla qualità della vita.
Dalla ricerca alla pratica: la visione di Logmedica
Questo studio conferma la vocazione di Logmedica come centro di eccellenza nel campo della chirurgia ortopedica, dove la ricerca scientifica si traduce in miglioramento concreto della pratica clinica.
Il Dr. Simone Verzellotti, specialista in ortopedia e traumatologia con formazione approfondita sulla chirurgia dell’anca, e il PD Dr. med. Marco Delcogliano, docente all’Università della Svizzera Italiana e specialista in chirurgia ortopedica e traumatologica, rappresentano l’unione di due anime: quella del chirurgo innovatore e quella del clinico-ricercatore.
Entrambi sono impegnati nello sviluppo e nella validazione di tecniche innovative che migliorano la sicurezza dell’intervento, la qualità del risultato e il comfort del paziente.
Il loro contributo sottolinea il ruolo di Logmedica come hub scientifico e formativo nel panorama ortopedico svizzero, in costante dialogo con università e centri di ricerca internazionali.
La pubblicazione di questa ricerca rappresenta un riconoscimento per la qualità scientifica e clinica del lavoro svolto da Logmedica.
La Xander’s Technique offre ai chirurghi uno strumento pratico, riproducibile e sicuro per affrontare fratture complesse del femore, riducendo le complicanze e migliorando i tempi di recupero.
In sintesi, il messaggio è chiaro: innovare significa semplificare, rendendo accessibili anche ai chirurghi più giovani procedure che migliorano la vita dei pazienti.
















