

Protesi di ginocchio con allineamento cinematico: l’innovazione che punta a un ginocchio “più naturale” a Lugano e Bellinzona
La protesi di ginocchio ha un obiettivo chiaro: ridurre il dolore e restituire funzione quando l’artrosi è arrivata a limitare cammino, scale, lavoro e tempo libero, e le terapie conservative non bastano più. Negli ultimi anni, però, la chirurgia protesica si sta evolvendo in una direzione molto precisa: non si parla più soltanto di “sostituire l’articolazione”, ma di come quel ginocchio verrà percepito nella vita quotidiana.
Non è un dettaglio. Anche con interventi tecnicamente corretti e impianti di alta qualità, una parte dei pazienti può avvertire rigidità, fastidi o una sensazione di ginocchio “non del tutto naturale”. Da questa esigenza nasce un cambio di paradigma: affiancare ai metodi tradizionali un approccio più personalizzato, capace di rispettare meglio l’anatomia e la biomeccanica individuale.
In questo contesto si inserisce l’allineamento cinematico (Kinematic Alignment, KA): una filosofia chirurgica moderna che mira a ricostruire il ginocchio in modo più “fedele” al suo assetto originale, con l’obiettivo di migliorare comfort, stabilità e naturalezza del movimento. A Lugano e Bellinzona, Logmedica integra questo aggiornamento clinico nella chirurgia del ginocchio, con un’attenzione crescente alla personalizzazione del percorso.
Che cosa significa “allineamento” in una protesi di ginocchio
Quando si impianta una protesi totale di ginocchio, non si “mette una protesi e basta”: il chirurgo deve scegliere angoli, rotazioni e posizionamento delle componenti femorale e tibiale con grande precisione. Questa scelta influenza:
- la linea articolare (cioè “come appoggia” il ginocchio),
- la tensione dei legamenti,
- la stabilità durante il passo e nei cambi di direzione,
- la cinematica, ovvero il modo in cui femore e tibia scorrono uno sull’altro in flessione ed estensione.
Per molti anni, il riferimento più diffuso è stato l’allineamento meccanico: un metodo consolidato che punta a un asse dell’arto inferiore “neutro”, ideale e uguale per tutti. L’allineamento cinematico propone invece una domanda diversa: e se il ginocchio “ideale” non fosse identico per ogni persona?
Marco Delcogliano e Luca Deabate: pionieri Logmedica dell’allineamento cinematico
All’interno di Logmedica, l’evoluzione verso l’allineamento cinematico non è solo un tema “da congresso”, ma un percorso clinico concreto in pieno sviluppo. In questo ambito, PD Dr. med. Marco Delcogliano e Dr. Luca Deabate rappresentano due figure di riferimento: sono tra i pionieri interni che hanno scelto di investire con decisione su questa filosofia, portandola nella pratica come parte di una visione moderna e patient-specific della protesi di ginocchio.
La loro spinta è chiara: non accontentarsi di un impianto “corretto” dal punto di vista tecnico, ma lavorare per ottenere un ginocchio che si avvicini il più possibile a una sensazione naturale, stabile e funzionale. Questo significa studiare con attenzione:
- la biomeccanica individuale,
- la linea articolare “nativa”,
- l’equilibrio legamentoso,
- e i criteri di selezione dei pazienti.
In pratica, l’innovazione non è solo “scegliere un allineamento diverso”, ma costruire un percorso completo: valutazione pre-operatoria accurata, definizione degli obiettivi funzionali (cammino, scale, sport, lavoro), scelta della strategia più adatta e gestione del recupero con un programma progressivo. È proprio questa combinazione – tecnica, metodo e percorso – che rende l’allineamento cinematico una delle direzioni più interessanti della chirurgia protesica del ginocchio in Logmedica, tra Lugano e Bellinzona.
Allineamento meccanico e allineamento cinematico: qual è la differenza
Allineamento meccanico (MA)
L’approccio meccanico mira a posizionare la protesi per ottenere un arto “dritto”, con asse neutro. È un metodo storico, molto studiato e con ottime performance di durata dell’impianto nel tempo. In alcuni casi, però, per arrivare alla neutralità può essere necessario un bilancio legamentoso con lisi dei legamenti per uniformare le tensioni.
Allineamento cinematico (KA)
L’approccio cinematico mira a ricostruire la linea articolare pre-artrosica e i naturali assi di rotazione del ginocchio del paziente. Il principio di base è che molte persone non nascono perfettamente “neutre”: un certo varo o valgo può essere parte della normalità individuale. KA cerca di rispettare questa variabilità, riducendo per quanto possibile le correzioni “standardizzate” e preservando l’equilibrio naturale dei legamenti.
In altre parole: non è un “allineamento a caso”, ma un allineamento personalizzato, con criteri e obiettivi ben definiti.
Perché si parla di “forgotten joint”: l’obiettivo di un ginocchio più naturale
Negli ultimi anni si è diffuso un concetto molto concreto: forgotten joint, cioè un ginocchio protesizzato che viene percepito sempre meno come “artificiale” nella vita quotidiana. È un indicatore di naturalezza, comfort e fiducia nei movimenti.
L’allineamento cinematico nasce anche per rispondere a un bisogno reale: ridurre quella distanza che alcuni pazienti sentono tra un ginocchio tecnicamente “ben impiantato” e un ginocchio che si muove in modo davvero fluido e naturale. L’idea è che ricostruire una biomeccanica più simile a quella originaria possa favorire stabilità e sensazioni più fisiologiche durante il cammino e le attività di tutti i giorni.
Cosa cambia tecnicamente con l’allineamento cinematico
Semplificando senza perdere precisione, i punti chiave del KA sono:
- tagli ossei calibrati per sostituire ciò che è stato consumato dall’artrosi, cercando di mantenere la linea articolare più vicina possibile a quella “nativa”.
- Minore necessità di bilancio legamentoso con lisi dei legamenti in modo sistematico, perché la strategia non impone sempre e comunque un asse neutro uguale per tutti.
- attenzione alla stabilità lungo l’arco di movimento, non solo a ginocchio “in estensione” ma anche in flessione, quando la persona cammina, si siede, si rialza o scende le scale.
Il punto non è “fare un’angolazione diversa”, ma ricostruire in modo coerente il rapporto tra ossa, legamenti e movimento.
Stabilità mediale e impianti moderni: perché la tecnologia conta
Uno degli aspetti più interessanti dell’evoluzione recente è che oggi esistono impianti e piattaforme chirurgiche pensate per lavorare in modo più coerente con la filosofia cinematica e con la stabilità mediale tipica del ginocchio fisiologico (mediale più stabile, laterale più “libero” nel movimento).
Questo è importante perché la tecnica deve essere supportata da strumenti e soluzioni che rendano l’esecuzione ripetibile e controllabile. Un approccio personalizzato richiede precisione: piccole variazioni possono influenzare bilanciamento, stabilità e sensazione funzionale.
Pianificazione pre-operatoria, strumenti digitali e precisione: a cosa servono davvero
Perché l’allineamento cinematico sia efficace, serve un metodo: il KA non è improvvisazione, è pianificazione.
Gli strumenti moderni possono includere:
- valutazione radiologica accurata dell’asse e della deformità;
- pianificazione pre-operatoria per definire obiettivi e strategia;
- strumenti di supporto intraoperatorio (misurazioni e controlli) per verificare l’allineamento e il bilanciamento in modo più fine;
- in contesti selezionati, soluzioni avanzate come guide personalizzate, navigazione o altri supporti tecnologici che aumentano la precisione esecutiva.
Il punto è sempre lo stesso: usare la tecnologia per un obiettivo clinico, non per “fare scena”.
Per chi può essere indicato l’allineamento cinematico
Non esiste una tecnica “migliore per tutti”: la scelta nasce dalla visita, dalla qualità dei legamenti, dall’analisi dell’asse, dal tipo di deformità e dagli obiettivi funzionali.
In generale, l’allineamento cinematico può essere considerato quando:
- si vuole massimizzare la sensazione di naturalezza del ginocchio;
- il bilanciamento legamentoso consente una ricostruzione coerente senza correzioni eccessive;
- la deformità rientra in parametri valutabili in sicurezza con questa filosofia;
- la valutazione clinica e radiologica supporta la strategia.
Il messaggio importante è questo: KA è un approccio altamente personalizzabile, ma non è “tutto concesso”. Personalizzare significa scegliere con criterio.
Cosa può cambiare nel recupero (e cosa resta fondamentale)
Molti pazienti chiedono: “Con l’allineamento cinematico recupero prima?” La risposta corretta è: dipende. Il recupero è influenzato da condizioni pre-operatorie, forza muscolare, rigidità, gestione del dolore, motivazione e qualità della riabilitazione.
Detto questo, preservare meglio l’equilibrio naturale dei legamenti e ridurre manovre correttive può favorire una sensazione più stabile e un percorso più lineare, soprattutto nelle prime fasi.
Quello che non cambia è ciò che fa davvero la differenza:
- mobilizzazione precoce guidata,
- rinforzo progressivo,
- propriocezione,
- controllo del gonfiore,
- gradualità nel ritorno alle attività.
La protesi è l’inizio del percorso, non la fine.
Domande frequenti
L’allineamento cinematico è “sperimentale”?
No: è una filosofia sempre più diffusa e studiata. La chiave è la corretta selezione del paziente e l’esecuzione con metodo e precisione.
La protesi dura meno se non è “neutra”?
La durata dipende da molti fattori (peso, attività, qualità ossea, precisione chirurgica, tipo di impianto). L’approccio cinematico richiede criteri rigorosi e strumenti adeguati: per questo pianificazione e controllo sono centrali.
È adatto anche con varo o valgo importanti?
Dipende dalla situazione. Alcuni casi richiedono valutazioni specifiche e strategie personalizzate: la scelta viene definita in visita.
L’allineamento cinematico rappresenta una delle evoluzioni più interessanti nella protesi totale di ginocchio: un approccio che punta a un ginocchio più “naturale”, rispettando meglio la biomeccanica individuale e riducendo la standardizzazione quando non è necessaria.
In Logmedica, tra Lugano e Bellinzona, lo sviluppo di questa filosofia è portato avanti con un orientamento chiaro alla personalizzazione, anche grazie al contributo di PD Dr. med. Marco Delcogliano e Dr. Luca Deabate, tra i pionieri nell’applicazione e nella crescita di questo approccio all’interno del centro. L’obiettivo è offrire a ogni paziente una scelta realmente su misura, basata su anatomia, stabilità legamentosa e aspettative funzionali.
Se stai valutando una protesi di ginocchio, il passaggio decisivo non è scegliere un “nome di tecnica”, ma intraprendere un percorso corretto: visita specialistica, analisi dell’allineamento, definizione degli obiettivi e proposta terapeutica personalizzata. È lì che nasce un risultato che si sente… ogni giorno.
















