

Mendrisio Medical Meeting: Logmedica protagonista tra infiltrativa ortobiologica, ricostruzione biologica e protesi su misura nel paziente giovane
Al Mendrisio Medical Meeting, appuntamento di riferimento per l’aggiornamento clinico in Ticino, la “Giornata Ortopedica” ha proposto un pomeriggio ad alto contenuto scientifico dedicato a un tema sempre più attuale: come trattare dolore e degenerazione articolare con strategie personalizzate, passando dalla terapia infiltrativa e dalla preservazione biologica fino all’impianto protesico quando necessario.
Nella sessione ortopedica (“Ortopedia oggi: dalla ricostruzione articolare biologica all’impianto protesico”), Logmedica ha partecipato con quattro interventi che hanno coperto l’intero spettro terapeutico:
- Dr. med. Edoardo Tasciotti – terapia infiltrativa con materiale ortobiologico: novità ed esperienza clinica
- PD Dr. med. Marco Delcogliano – ricostruzione articolare biologica: trapianti di menisco e trapianti di cartilagine
- Dr. med. Luca Deabate – quando è necessaria la protesi nel giovane? Protesi su misura
- Dr. med. Simone Verzellotti – quando è necessaria la protesi nel giovane: protesi d’anca su misura
Il messaggio emerso è chiaro: oggi l’ortopedia non è più una scelta “a scalini” uguale per tutti, ma un percorso che richiede diagnosi accurata, indicazione corretta e integrazione tra approcci.
Dalla terapia del dolore alle strategie di preservazione: l’importanza dell’infiltrativa ortobiologica
La gestione delle patologie articolari e muscolo-scheletriche, soprattutto quando il paziente è giovane o attivo, parte spesso da un obiettivo concreto: ridurre dolore e infiammazione, migliorare la funzione e creare le condizioni per un recupero efficace (o per trattamenti successivi più mirati).
In questo contesto, l’intervento del Dr. med. Edoardo Tasciotti ha approfondito la terapia infiltrativa con materiale ortobiologico, evidenziandone novità e applicazioni cliniche. La terapia infiltrativa moderna non si limita a “spegnere” il sintomo: quando ben indicata può inserirsi in un percorso strutturato che mira a modulare l’infiammazione, sostenere i tessuti e accompagnare la riabilitazione, soprattutto nelle fasi in cui il trattamento conservativo è ancora appropriato.
Il punto chiave sottolineato è l’appropriatezza: l’infiltrativa funziona davvero quando è proposta al paziente giusto, nel momento giusto, con una diagnosi corretta e un obiettivo clinico definito (controllo del dolore, recupero funzionale, supporto al percorso terapeutico).
L’intervento di Marco Delcogliano: trapianti di menisco e trapianti di cartilagine
La sessione ha poi affrontato il tema della preservazione articolare, cioè tutto ciò che permette di “salvare” o ricostruire l’articolazione prima che la degenerazione diventi irreversibile.
Nel suo intervento, PD Dr. med. Marco Delcogliano ha portato l’attenzione sulla ricostruzione articolare biologica, con focus su trapianto di menisco e trapianto di cartilagine: due strategie che, in casi selezionati, possono contribuire a ridurre sintomi e a rallentare l’evoluzione degenerativa, soprattutto in pazienti giovani o sportivi.
Perché il menisco conta
Il menisco è un “ammortizzatore” fondamentale: distribuisce i carichi e protegge la cartilagine. Quando viene danneggiato o rimosso, l’articolazione può andare incontro a sovraccarico e usura precoce. Dove indicato, la ricostruzione biologica può diventare un investimento reale sul futuro del ginocchio.
La cartilagine: il nodo più delicato
La cartilagine è altamente specializzata ma con limitata capacità di autoriparazione. Per questo, lesioni significative richiedono una strategia precisa: capire quanto è focalizzata la lesione, quali strutture sono coinvolte e quale percorso (conservativo/chirurgico) è più efficace. L’obiettivo non è “promettere miracoli”, ma lavorare con indicazioni solide per recuperare funzione e contenere la degenerazione.
L’intervento di Luca Deabate: quando la protesi è necessaria nel giovane?
Il tema successivo è tra i più sensibili: protesi nel paziente giovane. In ambulatorio è una domanda ricorrente: “Sono troppo giovane per una protesi?” oppure “Sto rimandando troppo?”.
Il Dr. med. Luca Deabate ha inquadrato l’argomento in modo pragmatico: non esiste una soglia uguale per tutti. La decisione nasce da un insieme di fattori: dolore, limitazioni, fallimento delle terapie conservative, deformità, aspettative funzionali e qualità di vita.
Il concetto di protesi “su misura”
Nel giovane, la protesi deve rispondere a requisiti più esigenti: funzione, stabilità, ritorno a una vita attiva e gestione del lungo periodo. La “protesi su misura” non è uno slogan, ma una filosofia orientata a:
- rispettare anatomia e biomeccanica individuali,
- ridurre incongruenze che possono influenzare comfort e percezione articolare,
- ottimizzare la pianificazione chirurgica nei casi complessi.
L’intervento di Simone Verzellotti: protesi d’anca su misura nel giovane
A completare il quadro, Dr. med. Simone Verzellotti ha concentrato la relazione sull’anca, approfondendo il tema: quando diventa necessaria la protesi nel giovane e quale ruolo possono avere le protesi d’anca su misura.
L’anca non è solo un’articolazione: è un fulcro di autonomia, stabilità e qualità di vita. Nel paziente giovane, il ragionamento è ancora più delicato perché spesso:
- il paziente è attivo e richiede prestazioni elevate,
- la storia clinica può includere deformità, esiti traumatici o patologie predisponenti,
- la prospettiva temporale è lunga e la pianificazione conta.
In questo scenario, l’approccio personalizzato mira a ripristinare un gesto motorio più naturale possibile e a costruire un percorso orientato a risultati funzionali duraturi.
Un unico filo conduttore: percorso integrato e indicazione corretta
Gli interventi Logmedica, letti insieme, raccontano la stessa direzione: trattare l’articolazione come un sistema, scegliendo soluzioni graduali e integrate.
- La terapia infiltrativa ortobiologica può avere un ruolo quando indicata, soprattutto nel controllo del dolore e nel supporto al recupero.
- La ricostruzione biologica (menisco/cartilagine) è parte della preservazione articolare nei casi selezionati.
- La protesi, quando necessaria, diventa sempre più personalizzata, soprattutto nel paziente giovane.
La qualità dei risultati dipende dalla combinazione di diagnosi, scelta terapeutica, tecnica e riabilitazione: un lavoro che, oggi più che mai, richiede competenza e team.
Perché eventi come il Mendrisio Medical Meeting fanno la differenza
La formazione continua non è un dettaglio: è ciò che permette di confrontare evidenze, affinare indicazioni e portare sul territorio un approccio sempre più moderno e trasparente. La partecipazione di Logmedica a una sessione così strutturata conferma una visione: innovare non significa inseguire mode, ma validare, scegliere e migliorare.
Dal trattamento infiltrativo ortobiologico alla ricostruzione biologica, fino alla protesi su misura nel giovane, i contributi di Tasciotti, Delcogliano, Deabate e Verzellotti hanno mostrato un’ortopedia contemporanea centrata su precisione clinica e personalizzazione.
L’obiettivo resta lo stesso, ma con strumenti più evoluti: ridurre dolore, recuperare funzione e preservare qualità di vita.
















